.: 100.poe :.

perdono : 08.10.07 #

rinuncia a ogni cosa.
perchè hai già tutto.

sono io : 03.10.07 #

cammini nella tua scultura di carne.
mento al cielo. parallela.
è una via principale. è la spina dorsale
e i capelli la spolverano scuri.

errore ad angolo sulla bocca.
o sorriso.

sono io.

respira : 25.09.07 #

friabile di agosto
e pace in guerra
presto pronta in parata atterro
tossisco lana e ardisco
finisce il cielo e mi rialzo

perdona ila
che ti ho già perdonata.

intrattengo luce a non passare
fiera e stanca
svanisco plastica
assumo l'errore e lancio le radici
e divento bella come il bianco.

ancor prima ancora : 07.09.07 #

la frase più verde a trattenersi non
mia ma non mia. svanisci
non più riempita è mio desiderio
non alcun vuoto mai

non mia ma mia
al palazzo reciproci.
'tutti consigli tranne'
frase del re a settembre
la guerra onorata sgrassava
o non
prima di ogni lunedi.

superare #

pentito serpente
saggia la scaglia scruta
su rive mirate e stordite
dissipando l'asciutta crema
di fresco spirito sussidiario

dignitose alci concentriche
gravano gravide
di sosta e respiro
e raggela il sentire
morale e quieto
perlustra, viaggia e vuota
e sorprende ad ogni passo.

passeggiata #

parla il cemento
racconta storie
e ila sogna
ila cade
ila dorme
ila muore

il ramo del male cresce dentro me
calpesto l'asfalto.. ma l'asfalto
non c'č =(

69 #

sessantanove bottiglie in fila
sobbalza il curato di meraviglia
lo sparo in gola ed i serpenti
sminuiscono l'alba

senza mai soffiare
in capricci di rose e viole
crepa la vacca e pesante
e si leva il suo malore

i rovi lo accolgono bene
stendardo di nulle vittorie
ma niente più cena a chi sbircia
niente più sole a chi muore

la piccola gemma sosta
chiede venia e si rivolta
ridicola e ricurva
sputa sogghigni e mormora

infatuata al passaggio
di detestabili nebbie

nebbie detestabili
in un giorno di pazienza
ripartono i vecchi in segno di perdita
dove il signore non ha più gambe.

fino a sabato #

la nostra vacanza
leggera e piena di giochi
tutta protesa al dono di
nulle perle e bucaneve

apprezziamo ingiustizie secolari
al cospetto di re canguro
tramandando assi di faggio
in buie stanze fiorite di muffe

nulla è più raggiante
del desiderio che inciampa
senza cadere, onesto
e non c'è più paura
e non c'è superficie più liscia
e non urla più gravi
inizia e finisce
e inizia e risuona

è la nostra vacanza di
giochi e bicchieri
e nessuno può sostare
senza senso
almeno fino a sabato
questo è sicuro.

à l'école
something's strange

proteine #

occorre sopraffare le mancanze
perchè in verità vibrare lacera
e tutto si espande in
echi esponenziali

topi nel fango
grasse locuste
apparite svelti, voi
ma solo per oggi

nessuno prega più
e le reti gocciolano
proteine al gusto di ceramica
a nutrire i suicidi

quando si abbassa il velo
dissonando ci fa sanguinare
la disinfezione è profonda
e il paradiso si gonfia

questi al tavolo del tè
fanno discorsi alcolici e miti
ma niente di tutto ciò
affolla le corsie
e gli stretti canali di latrine
loro tutti presi in affari
a dire il vero non discussi
ma che aleggiano carini
spingendoli
a mordere tutto

non più ingozzarsi di pani
e scalpi quotidiani
teste sulle porte
con l'odore interessante
pesante a richiamare
un privilegio ingenuo.

il banchetto si chiude e avviene
il saluto.
fuori piove.

hear #

ascolta le urla soavi del figlio
lame candite gli scivolano biù in gola
cosė si fa verbo
della nascita
la gioia

inno #

un inno ai 12 per vie traverse
questo è il mondo di carne e risa
un rischio a volte
ma il pericolo è rugiada
e nello scontro la vendetta
risale luoghi non molto compiacenti
ma pur sempre asciutti.

respiriamo candeggina sulle cime gelate
la nube ci assale e ha un volto di coniglio
tutto si perde e si ritrova ancora
questa è un'alba lunga e ammicca
sussurra frasi di disturbo
il freddo si spande fra i pali
il cemento è già sacro

bisogna considerare la mancanza di acqua
perchè gli insetti non volano tutti
ma spesso
ossa plastificate trasudano balsami odorosi
di festa
una festa per tutti noi
in cui abbracciare le cortecce
e spiare corpi disfatti dall'alto
che compiono un lavoro a spinte regolari
senza che mai manchi rumore
festeggiamo.

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